Lance Oppenheim, già autore di Some Kind of Heaven e Spermworld, firma con Primetime un film ambientato nel 2006, negli anni in cui To Catch a Predator portava all’attenzione nazionale le indagini sui predatori online.
Articolo di Silvia Iacomoni | Foto: Marco Lorè
La scelta più interessante è l’approccio. Oppenheim immagina Chris Hansen in una versione fittizia, e a quanto pare il film usa il passato per parlare del presente: un’ambientazione primi anni Duemila che diventa un atto d’accusa contro la cultura contemporanea. È l’impostazione giusta, perché la vera domanda non è chi fosse Hansen, ma che cosa dica di noi uno spettacolo che trasforma la giustizia in intrattenimento.
Robert Pattinson è il cuore del progetto, anche in veste di produttore. Il suo Hansen è stato accolto come il punto di forza del film: una prova da uomo posseduto, forse tra le sue migliori. Non stupisce. Pattinson ha costruito una carriera sull’ossessione, sul fascino leggermente inquietante dei personaggi che non si fermano mai, e qui sembra trovare un terreno naturale. Il trailer aveva già mostrato una resa vocale quasi mimetica del vero Hansen. Accanto a lui un cast solido: Merritt Wever, Skyler Gisondo, Anna Faris e Phoebe Bridgers.
Sul piano visivo, la collaborazione con il direttore della fotografia David Bolen, già al fianco di Oppenheim nei documentari, produce immagini che a tratti sembrano radioattive. Il trailer lasciava intuire un’estetica da thriller notturno, tra monitor sovrapposti e pioggia battente. Resta da capire quanto questo stile serva il discorso del film e quanto rischi di diventare maniera.
Il vero nodo, e qui serve cautela, è l’equilibrio morale. Un film su un programma che esponeva persone alla gogna televisiva deve evitare di replicarne la logica. L’entusiasmo critico è forte, e a Venezia la proiezione ha ricevuto una lunga standing ovation di circa sette minuti, ma gli applausi di un festival non sono un verdetto. Alcune recensioni sono dichiaratamente entusiaste, e quel tono da “capolavoro” va sempre pesato con un po’ di distanza.
Primetime sembra un esordio narrativo ambizioso, con un protagonista in stato di grazia e un’idea chiara di cosa raccontare. In definitiva, mantiene la promessa: è un film che inquieta più di quanto intrattenga, ed è esattamente ciò che dovrebbe fare.
Scheda del film
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Titolo: Primetime
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Paesi di produzione: Stati Uniti d'America
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Durata: 110 min
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Regia: Lance Oppenheim
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Attori principali:
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Robert Pattinson
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Phoebe Bridgers
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Genere: Biografico, Drammatico, Thriller
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