Il film del 2003 diretto e scritto dal Maestro danese Lars von Trier che coniuga cinema e teatro.
Articolo di Marco Lorè
Lars von Trier ci mostra con gran lungimiranza uno spaccato di civiltà attuale, nonostante scelga uno spazio temporale abbastanza lontano dal nostro.
Ci mostra come una pseudo moralità e il patetico perbenismo di facciata non servano ad altro che a generare ulteriore morbosità e violenza, ovvero l'esatto contrario degli obiettivi presumibilmente e ipocritamente stabiliti.
E aggiungendo, inoltre, una filosofia spicciola, il quadro generale diventa ancora più drammatico e insostenibile.
Una società che non riesce a comprendere il valore alto del rispetto di ogni, e sottolineo ogni, libertà e scelta individuale dettata solamente dalle proprie naturali inclinazioni, "non è una società di cui si sentirebbe la mancanza se sparisse" (parafrasi ).
E il rispetto per tali scelte deve essere, necessariamente, accompagnato nell'educare le generazioni future proprio a questo rispetto, trattandolo con riguardo e tatto. E non con derisione e prevaricazione.
E la sospensione di ogni giudizio morale va applicata, perchè all'interno delle nostre case, oramai senza pareti, ma stracolme di materialismo — proprio come il Maestro Von Trier ha voluto rappresentare — si consumano le medesime corruzioni e bassezze, entrambe di ogni qualsivoglia tipologia, che amiamo tanto denigrare e additare come male assoluto pubblicamente.
E coloro che praticano tali azioni, lo fanno ergendosi a incontestabili vessiliferi/e di una bieca e univoca etica determinata a farcire di populismo e di non veritiera giustizia le pance di altre persone, generando solo ed esclusivamente vantaggi personali e creando ancora di più divisioni, malessere, pressione sociale, e degrado intellettuale.
Il raziocinio viene accantonato per lasciare spazio a quell'istinto cruento animalesco che non fa che determinare i cambiamenti da carnefici a vittime e da vittime a carnefici dei protagonisti.
Lars von Trier, fortunatamente, non lascia scampo a tutto questo. Salva e libera solo il cane, unico superstite e rappresentante di quell' istintività che appartiene al regno animale e, pertanto, degno di assoluta clemenza, in quanto scevro da raziocinio umano.
A mio giudizio, Dogville, unitamente a Antichrist e Dancer in the dark, rappresentano le massime espressioni della cifra stilistica artistica, e della grammatica e sintassi cinematografica in tutta la loro profondità di significato del Maestro danese.
Scheda del film
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Titolo: Dogville
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Paesi di produzione: Danimarca, Svezia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Finlandia, Germania, Stati Uniti d'America, Regno Unito, Giappone, Francia
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Durata: 177 min (versione integrale), 135 (versione italiana cinematografica)
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Regia: Lars von Trier
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Attori principali:
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Nicole Kidman
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Paul Bettany
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Genere: Drammatico.
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