Le città di pianura è uno di quei film italiani piccoli solo in apparenza. Non punta all’effetto, non cerca il colpo di scena o la frase memorabile da trailer. Si muove invece in una zona più fragile e difficile: quella dell’osservazione umana. Il film è vincitore di otto David di Donatello.
Francesco Sossai guarda i suoi personaggi con pazienza, senza giudicarli e senza trasformarli in simboli generazionali troppo facili.
Il film racconta persone sospese, province che sembrano ferme nel tempo, strade, bar, silenzi e conversazioni che spesso girano a vuoto. Eppure proprio lì dentro nasce il senso del racconto.
La pianura del titolo non è solo geografica: è mentale, emotiva. È uno spazio dove tutto sembra possibile ma dove quasi nessuno riesce davvero a partire.
La regia è molto controllata ma mai fredda. Sossai evita il manierismo di certo cinema indipendente contemporaneo e costruisce immagini semplici, naturali, spesso malinconiche. C’è un’attenzione autentica ai tempi morti, ai dettagli quotidiani, ai volti. Alcune scene sembrano quasi documentarie per quanto risultano spontanee.
Anche gli attori funzionano proprio perché non sembrano “recitare” nel senso tradizionale. I dialoghi hanno quella goffaggine reale che esiste nelle conversazioni vere: pause, esitazioni, battute lasciate a metà. Questo rende il film molto credibile ma può anche spiazzare chi cerca una narrazione più compatta o tradizionale.
Il limite del film, forse inevitabile, è che a tratti rischia di compiacersi della propria lentezza. Non tutte le sequenze hanno la stessa forza e qualche passaggio sembra più interessante come atmosfera che come vero sviluppo narrativo. Però è anche parte della sua identità: Le città di pianura non vuole trascinare lo spettatore, vuole lasciarlo dentro uno stato d’animo.
Quello che resta alla fine non è tanto la trama quanto una sensazione precisa: quella di un’Italia periferica giovane ma già stanca, ironica ma disillusa, piena di desideri che raramente diventano azione. Ed è proprio questa sincerità sommessa a rendere il film interessante. Non urla mai, ma riesce comunque a lasciare un segno.
Scheda del film
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Titolo: Le città di pianura
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Paesi di produzione: Italia, Germania
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Durata: 98 m
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Regia: Francesco Sossai
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Attori principali:
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Sergio Romano
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Pierpaolo Capovilla
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Genere: Commedia, Drammatico.
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