21a EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

Pubblicato il 19 ottobre 2026 alle ore 08:39

Alla ventunesima edizione il cinema esce dall’Auditorium e si prende la città. I premi arriveranno il 25 ottobre.

Articolo di Silvia Iacomoni

 

 

Il manifesto di quest’anno non mostra una star di oggi. È una foto scattata sul set de L’eclisse di Antonioni, e l’immagine ufficiale rende omaggio a Monica Vitti. È una scelta che dice molto di una Festa che vuole tenere insieme la memoria e il presente. Lo prova anche il programma di sabato 17, dove alle 21:30 L’eclisse è tornato in sala in versione restaurata, mentre un’ora prima il Teatro Olimpico proiettava Trainspotting in una copia restaurata.

Dal 13 al 25 ottobre l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospita la ventunesima edizione. Il perimetro però è molto più largo. Tra i luoghi annunciati ci sono la Casa del Cinema, il MAXXI, il Teatro Olimpico, il Teatro Palladium, il Cinema Giulio Cesare, il Teatro Ateneo della Sapienza e Castel Sant’Angelo. Secondo la stampa, gli eventi arrivano fino alle case circondariali.

I numeri ufficiali, presentati a settembre dal presidente Salvatore Nastasi e dalla direttrice artistica Paola Malanga: 150 film da 55 Paesi e un budget di 7 milioni di euro. Qualche sito parla di quasi 9 milioni, ma la cifra data in conferenza stampa è la prima. Come sempre, conviene fidarsi delle fonti ufficiali.

Javier Bardem è la figura di spicco. Riceve il Premio alla Carriera da Paolo Sorrentino, in occasione della proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, film applaudito a Cannes e inserito nella sezione Best of 2026. Sul tappeto rosso di sabato, alle 17:00 erano attesi Sorogoyen, Bardem e Victoria Luengo. Per l’attore è un momento di grande attività: a dicembre torna nei panni di Stilgar in Dune – Parte tre.

Julianne Moore ha l’altro premio alla carriera. Sarà a Roma per The Debut di Jesse Eisenberg, che le consegnerà il riconoscimento. È una commedia musicale in cui recita accanto a Paul Giamatti.

Anthony Ippolito è il nome che il grande pubblico conosce meno. Riceve il Premio Progressive alla Carriera da Paola Malanga il 19 ottobre, cioè oggi, prima di I Play Rocky di Peter Farrelly, dove interpreta Sylvester Stallone. Insieme a lui il programma segnala Paul Bettany per la serie Marvel Vision Quest.

Il fascino hollywoodiano passa poi da Jenna Ortega, protagonista di Klara e il sole, tratto da Kazuo Ishiguro. Sul fronte televisivo, la stampa ha dato per possibile la presenza di Kim Kardashian e Naomi Watts: la produzione di Ryan Murphy presenterebbe la nuova stagione davanti al pubblico romano. Qui conviene la cautela. Gli articoli parlano di presenze attese e non confermate, e finché non le vedo sul tappeto rosso le tratto come tali.

 

Il cuore competitivo è Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani. Diciotto film, senza distinzione tra fiction, documentario e animazione, di cui sei diretti da donne. Tre sono italiani: Brianza di Simone Catania, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli e Mustang di Kasia Smutniak. In concorso anche Closure di MichaƂ Marczak, Congo Boy di Rafiki Fariala, Dua di Blerta Basholli, Eurotrash di Frauke Finsterwalder e I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard.

A decidere sarà una giuria presieduta dal regista polacco Jan Komasa, affiancato da Alice Braga, Saja Kilani, Carlos Marques-Marcet e Alessio Rigo de Righi. I premi in palio sono sette: Miglior Film, Gran Premio della Giuria, regia, sceneggiatura, attrice, attore e Premio speciale della Giuria. Poi ci sono il Premio del Pubblico, il premio all’opera prima e quello al documentario.

Per capire quanto la gara sappia sorprendere basta guardare all’anno scorso. Il Miglior Film andò a Left-Handed Girl di Shih-Ching Tsou, un titolo che alla vigilia non era tra i più chiacchierati. Nessuno si sorprenda se anche stavolta il verdetto non seguirà i pronostici da bar.

Mancano sei giorni. Il verdetto è atteso nella serata di chiusura del 25, e questo articolo non ne anticipa nulla. Una cosa però si può dire: la Festa sembra aver scelto di essere una grande casa aperta, con le star americane, il cinema indipendente, i restauri e le sale fuori dall’Auditorium. Se questa scommessa funzioni lo dirà il pubblico, che riempie le sale o no. Il resto lo dirà la giuria.

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