79a EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES: TUTTI I VINCITORI.

Pubblicato il 23 maggio 2026 alle ore 08:12

La Palma torna all'Est Europa. Mungiu trionfa con "Fjord", Zvyagintsev porta la Russia dissidente sul podio.

Foto e Articolo di Marco Lorè

 

La cerimonia di premiazione della 79ª edizione del Festival di Cannes si è tenuta il 23 maggio 2026, con una giuria presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook e composta da Diego Céspedes, Isaach de Bankolé, Paul Laverty, Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Stellan Skarsgård e Chloé Zhao. Una compagine internazionale, variegata, che ha restituito un palmarès coerente con i temi più urgenti del cinema contemporaneo: identità, integralismo, trauma familiare, resistenza politica.

Palma d'Oro — Fjord di Cristian Mungiu

Il regista romeno Cristian Mungiu vince la sua seconda Palma d'Oro — dopo quella ottenuta nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni — con Fjord, un intenso dramma familiare ambientato in Norvegia, con Sebastian Stan e Renate Reinsve. Il film racconta di una coppia rumeno-norvegese molto religiosa che si stabilisce in un villaggio all'estremità di un fiordo: la situazione precipita quando la scuola scopre dei lividi sul figlio maggiore, scatenando sospetti e tensioni attorno al modello educativo della famiglia. Nel discorso di accettazione, Mungiu ha dichiarato che le società di oggi sono fratturate e radicalizzate, e che il film è anche un impegno contro ogni forma di integralismo.

 

Grand Prix — Minotaur di Andrey Zvyagintsev

Il Grand Prix è andato a Minotaur del regista russo Andrey Zvyagintsev, uno dei titoli più apprezzati dalla critica internazionale durante il festival. La presenza di Zvyagintsev — voce dissidente del cinema russo, autore di Leviathan e Loveless — a Cannes ha un peso simbolico che va oltre il film stesso.

Miglior regia (ex aequo) — La Bola Negra e Fatherland

Il premio per la miglior regia è stato assegnato ex aequo al duo spagnolo Javier Calva e Javier Ambrossi per La Bola Negra — presentato con 16 minuti di applausi e con Penélope Cruz protagonista — e al polacco Paweł Pawlikowski per Fatherland.

Miglior sceneggiatura — Notre Salut di Emmanuel Marre

Il premio per la sceneggiatura è andato a Emmanuel Marre per Notre Salut, che in Italia uscirà con il titolo Un uomo del suo tempo.

Migliore attrice (ex aequo) — Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden

Il premio come migliore attrice è stato vinto ex aequo da Virginie Efira e Tao Okamoto per il film All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi. Il film racconta di due donne — una direttrice di una casa di riposo francese e una regista teatrale giapponese malata di cancro — che stringono una profonda amicizia capace di cambiare entrambe.

Miglior attore (ex aequo) — Valentin Campagne e Emmanuel Macchia per Coward

I premi per l'interpretazione maschile hanno incoronato Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont, il regista belga già autore di Close.

Premio Speciale della Giuria — The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach

Il Premio speciale della giuria è andato alla tedesca Valeska Grisebach per The Dreamed Adventure.

Camera d'Or — Ben'Imana di Marie Clémentine Dusabejambo

La Camera d'Or, riservata alle opere prime, è stata assegnata a Ben'Imana di Marie Clémentine Dusabejambo.

Palma d'Oro per il miglior cortometraggio — For the Opponents di Federico Luis

Palma d'Oro Onoraria — Barbra Streisand

Durante la serata è stata conferita la Palma d'Oro Onoraria a Barbra Streisand, che non ha potuto essere presente per un infortunio ma ha mandato un videomessaggio. Su sua richiesta, Isabelle Huppert ha ritirato il riconoscimento pronunciando un discorso in suo omaggio, ricordando anche il suo impegno politico e la difesa dei diritti LGBTQ+.

Sezione Un Certain Regard

Nella sezione Un Certain Regard: Miglior film a Everytime di Sandra Wollner; Miglior attrice a Marina De Tavira, Daniela Marín Navarro e Mariangel Villegas per Siempre soy tu animal materno; Miglior attore a Bradley Fiomona Dembeasset per Congo Boy; Premio della giuria a Elephants in the Fog di Abhinash Bikram Shah; Premio speciale della giuria a Le corset di Louis Clichy.

 

Nel complesso, un palmarès che premia il coraggio narrativo e la densità politica: dal rigore morale di Mungiu all'ombra lunga della Russia di Zvyagintsev, fino all'intimismo umano di Hamaguchi. Cannes 2026 ha scelto il cinema che fa domande scomode, senza offrire risposte facili.

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