79a EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES: TUTTI I FILM IN GARA.

Pubblicato il 21 maggio 2026 alle ore 09:23

Ecco tutti e 22 i film in gara nella sezione "Concorso" della 79a edizione del Festival del cinema di Cannes.

Articolo di Marco Lorè  | Foto di Silvia Iacomoni

 

Un'edizione con al centro la fragilità umana e la rinascita, notevole per l'assenza totale di produzioni italiane nella competizione principale. La giuria presieduta da Park Chan-wook ha decretato i vincitori il 23 maggio — con Parallel Tales di Farhadi tra i grandi favoriti della vigilia.

Amarga Navidad — Pedro Almodóvar (Spagna) Il regista spagnolo racconta il viaggio emotivo di un cineasta alle prese con crisi creativa e autofiction. Un Almodóvar in territorio intimo e sentimentale — il titolo, "Natale amaro", preannuncia tensioni familiari e dolore che nei suoi film migliori nascondono sempre qualcosa di molto concreto.

Minotaur — Andrey Zvyagintsev (Francia/Lettonia/Germania) Il regista russo in esilio torna a Cannes con un remake del classico di Chabrol La moglie infedele (1969): un thriller domestico glaciale e impeccabile, in cui la crisi di coppia si intreccia con la guerra e il disfacimento della società russa. Candidato credibile alla Palma.

Fjord — Cristian Mungiu (Romania/Norvegia) Quasi vent'anni dopo la Palma d'oro per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, Mungiu torna in concorso con un dramma intimista ambientato tra i fiordi norvegesi: una coppia romeno-norvegese si installa in un villaggio remoto, dove la convivenza e la polarizzazione sociale mettono tutto in discussione.

Fatherland — Pawel Pawlikowski (Polonia/Germania) Il regista polacco porta sullo schermo un viaggio nella Germania del dopoguerra attraverso gli occhi dello scrittore Thomas Mann e della figlia Erika. Un'opera sulla memoria storica e sull'identità europea.

Moulin — László Nemes (Ungheria/Francia) Il regista ungherese porta in scena la vita di Jean Moulin, simbolo della Resistenza francese, con Gilles Lellouche nel ruolo principale. Un biopic storico di grande ambizione.

Coward — Lukas Dhont (Belgio/Francia/Paesi Bassi) Ambientato durante la Prima guerra mondiale, il film affronta i temi dell'identità, del coraggio e della fragilità maschile. 120 minuti di dramma bellico firmato dal regista di Close.

Histoires Parallèles (Parallel Tales) — Asghar Farhadi (Iran/Francia) Un thriller psicologico che mescola voyeurismo, narrativa e realtà, con un cast di lusso che include Catherine Deneuve, Isabelle Huppert e Vincent Cassel. Farhadi nel suo terreno prediletto: morale ambigua e ingranaggi narrativi perfetti.

Hope — Na Hong-jin (Corea del Sud) Thriller fantascientifico ambientato in una città portuale minacciata da una presenza sconosciuta. Il regista de The Wailing torna a Cannes con il suo cinema visionario e perturbante.

Sheep in the Box — Hirokazu Kore-eda (Giappone) Una storia futuristica su una coppia che accoglie un neonato robot umanoide dopo la perdita del proprio figlio. Kore-eda porta la sua riflessione sulle famiglie nel territorio della fantascienza.

Soudain (All of a Sudden) — Ryusuke Hamaguchi (Giappone) Adattamento di un romanzo dedicato alla malattia e al rapporto umano. Il regista di Drive My Car torna al cinema della contemplazione e dell'inaspettato.

Histoires de la Nuit (The Birthday Party) — Léa Mysius (Francia) La regista francese presenta il suo nuovo film in concorso ufficiale. Autrice dall'immaginario potente e visionario, già apprezzata come sceneggiatrice per Desplechin.

L'Inconnue (The Unknown) — Arthur Harari (Francia) Un fotografo che si risveglia improvvisamente nel corpo di una sconosciuta: un thriller fantastico con Léa Seydoux che mescola mistero, melodramma e riflessione identitaria.

Garance — Jeanne Herry (Francia) Il percorso autodistruttivo di una giovane attrice alcolista nel corso di otto anni. La regista di Pupille torna a un cinema di grande precisione emotiva.

Das Geträumte Abenteuer (The Dreamed Adventure) — Valeska Grisebach (Germania) Il terzo film della regista tedesca, voce rara e preziosa del cinema europeo. Un'opera attesa da chi ha amato Western e la sua capacità di osservare il reale senza artifici.

El Ser Querido (The Beloved) — Rodrigo Sorogoyen (Spagna) Il regista di Madre porta in concorso un nuovo capitolo del suo cinema fatto di tensione emotiva e corpi che resistono.

La Bola Negra — Javier Calvo & Javier Ambrossi (Spagna) Il duo degli Javis, celebri per serie TV come Veneno, esordisce al lungometraggio d'autore sulla Croisette.

La Vie d'une Femme (A Woman's Life) — Charline Bourgeois-Tacquet (Francia) La regista di Anaïs in Love porta il suo cinema leggero e preciso a un racconto più ampio sulla vita di una donna.

Gentle Monster — Marie Kreutzer (Austria) La regista di Corsage torna con un nuovo sguardo feroce e ironico sulle donne e il potere.

Notre Salut — Emmanuel Marre (Francia) Un titolo che esplora le fragilità umane e la possibilità di rinascita. Marre, già in Un Certain Regard con Rien à foutre, fa il salto nel concorso principale.

The Man I Love — Ira Sachs (USA) Ambientato nella New York degli anni Ottanta, tra arte, amore e malattia. Sachs conferma la sua predilezione per i legami che si spezzano con dignità.

Paper Tiger — James Gray (USA) Thriller criminale ambientato nella New York mafiosa degli anni Ottanta, con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller. Una delle poche incursioni hollywoodiane di questa edizione, molto attesa

Nagi Notes (Quelques jours à Nagi) — Koji Fukada (Giappone) Il regista di Harmonium porta il suo cinema sui legami silenziosi e le piccole catastrofi quotidiane.

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